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Trecenta
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mwhaTrecenta (mwhqTresenta in mwhgveneto, mwhwTarsenta in mwiadialetto ferrarese) è un mwiqcomune italiano di mwig2 607 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Rovigo in mwkaVeneto, situato ad ovest del mwkqcapoluogo.

Contents

Storia
Simboli
Altro
Note

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Storia

Trecenta risale ai tempi dei Romani, che nel 163 a.C. la strapparono agli mwngEtruschi per stabilirvi, con nome di Annejanum, un accampamento militare a 130 (mwnwCentum Triginta) miglia romane da mwoaRimini. Per la sua posizione strategica, Trecenta fu saccheggiata dalle principali tribù barbare fra il 263 e il 774, quando passò sotto il Papato.

Nel mwog1017 mwowRichelda, moglie di mwpaBonifacio IV di Toscana, donò il paese all'mwpqabbazia di Nonantola. Fu poi feudo del mwpgvescovo di Ferrara, dal quale passò agli mwpwEstensicite-ref-4[4].

Dal mwrq1208 al mwrg1799 fu dominata dagli mwrwEste e poi dalla Chiesa; sotto la loro amministrazione furono bonificate le paludi che circondavano il paese (qualcuno fa risalire l'origine del nome a "Terra esenta" dall'acqua). Le invasioni ripresero nel 1701, fino al 1796 con l'arrivo di Napoleone. Dopo il mwsacongresso di Vienna del mwsq1815 nel paese sorse una sottovendita della mwsgCarboneria, con ritrovo presso Villa Trebbi. Nel mwsw1866, dopo la mwtaterza guerra d'indipendenza italiana Trecenta entrò a far parte del mwtqRegno d'Italia. Nel mwtg1878 fu chiamato dall'amministrazione comunale il medico recanatese mwtwNicola Badaloni che tanto si adoperò per il riscatto dei braccianti, soprattutto dopo l'alluvione dell'Adige del mwua1882. Nicola Badaloni, con la collaborazione di mwuqGino Piva, fu padre del socialismo rodigino. L'entusiasmo politico e sindacale di Piva fu così contagioso che il primo sciopero del mwug1894 rimase memorabile tra i braccianti del Polesine, tanto da essere ricordato in un canto popolare del tempo:

mwvaEvviva Gino Piva / che col suo bel parlare / tutta la provincia / ha fatto ribellare.

Nel mwvg1928 il comune ha incluso nel suo territorio parte del comune soppresso di mwvwCrocetta.

Dopo l'mwwqalluvione del 1882 seguì un flusso migratorio verso il Sudamerica. La storia si ripeté nel mwww1951 quando, dopo l'mwxaalluvione del Po del 14 novembre mwxq1951, il paese vide via via ridursi gli abitanti a meno di 3000.

Il 20 maggio mwxw1948, durante uno sciopero, venne ucciso dai mwyacarabinieri il bracciante mwyqcomunista Evelino Tosarello mentre altri due manifestanti sono feriti gravemente.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 10 luglio 2000.cite-ref-5[5] Nello stemma è rappresentata la Torre Civica, meltata alla ghibellina, attualmente sede della biblioteca comunale. Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• mwbaChiesa di San Giorgio: eretta nella località chiamata una volta Pieve, fu costruita nel XVII su disegno di Santini. È una delle chiese più ampie e armoniose della provincia e rientra nell'architettura barocca ferrarese del Settecento. Al suo interno sono conservate tre tele attribuite a mwbqCarlo Bononi e un dipinto del mwbgBastarolo raffigurante mwbwSant'Eligio vescovo in adorazione di Cristo crocifissocite-ref-6[6].
• Oratorio della Beata Vergine della Consolazione detto di Santa Chiara.
• mwdgChiesa di San Maurelio nella frazione di Sariano, con affreschi del 1300 attribuiti alla scuola del Giotto, e altri datati dal 1400 e 1500. Nell'abside, pala attribuita al Guercino con l'immagine di mwdwSan Maurelio.
• mweqChiesa di San Girolamo Sacerdote e Dottore della Chiesa (fraz. di Pissatola). Fonte battesimale con opere a rilievo di Gino Bombonato (1959).cite-ref-7[7]

Architetture civili

• Palazzo Pepoli, detto "el Palazzòn". Esistente già dal Medioevo come complesso difensivo a quattro torri, fu possedimento dei Contrari e poi ereditato dai Pepoli alla fine del XVI secolo. L'edificio si può definire il più interessante fra i palazzi nobiliari della zona e i moduli di architettura richiamano quelli tipici emiliani. L'interno presenta un grande salone centrale con soffitto a volte e un suggestivo ballatoio con ringhiera lignea. Oggi Villa Pepoli viene impiegata a livello locale e polesano per iniziative culturali.
• mwiqVilla Trebbi - Villa della mwigCarboneria. Attualmente sede municipale, la sua costruzione risale alla seconda metà del Settecento, a cura della famiglia Trebbi. Fu acquistata dal comune nel 1875 e modificata e adattata alle nuove esigenze negli anni successivi. Villa Trebbi va ricordata per la storia della carboneria polesana.
• Torre Civica. Innalzata nel 1888, la torre serviva, con l'ex campana della chiesa di Bagnolo, a chiamare a raccolta i consiglieri del comune. Oggi rimane solo una piccola campana simbolica e l'edificio è adibito a sede di polizia locale, biblioteca comunale e sale per convegni e corsi.cite-ref-8[8]
• Casa Pepoli, detta comunemente "Il Castello", nella frazione di Sariano.
• Corte Gaspera, sulla sponta settentrionale dell'mwkgomonimo gorgo.

Altro

• Colonna della Libertà. Realizzata in epoca napoleonica, durante la mwlgRestaurazione fu privata della statua allegorica. Nel mwlw1936 venne posta una nuova statua della Libertà, opera dello scultore sarianese Emilio Fantini.cite-ref-9[9]
• mwngMonumento a San Giorgio, eretto nel mwnw1926 e arricchito sulla sommità dalla statua eseguita dallo scultore mwoaCarlo Lorenzetti già nel mwoq1905.cite-ref-10[10] nella piazza antistante l'omonima chiesa parrocchiale.
• mwpwMonumento ai Caduti, ripristinato nel mwqa1956 con statua in bronzo realizzata da Giuseppe Minozzi.cite-ref-11[11]
• Ostello della gioventù
• mwsaMonumento a Luigi Masetti

Pioniere del cicloturismo, a cavallo di fine'800, compì imprese memorabili con una delle prime biciclette moderne recandosi ad esempio negli USA in bici dove fu ricevuto dal presidente degli Stati Uniti o nel nord Europa fino al circolo polare artico.

Aree naturali

I mwuqgorghi di Trecenta sono un complesso di zone umide testimonianza delle alluvioni antiche, situate in depressioni del terreno. Questi piccoli laghetti hanno dato vita a un ambiente particolarmente ricco di vegetazione e fauna lacustre. Sono in tutto otto:

• Gorgo Bianco
• Gorgo Bottazza
• Gorgo Gàspera
• Gorgo Magon
• Gorgo Zùcolo
• Gorgo Màgherino
• Gorgo della Sposa (il più grande dei territori di Rovigo e Ferrara, diviso in due bacini)
• Gorgo Malopera, a Pissatola

Nel 1930 venne interrato il Gorgo dell'Osteria, vicino a Palazzo Pepoli.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-12[12]

Economia

L'economia del comune è sempre stata essenzialmente agricola. Attualmente è sede dell'importante ospedale "San Luca" derivante dalla chiusura di quattro precedenti piccoli ospedali dell'Alto Polesine (Badia Polesine, Lendinara, Castelmassa e Trecenta), unificati in questo più grande e moderno ospedale, costruito alla fine del XX secolo.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1994 | 1998 | Massimo Ghisellini | Partito Popolare Italiano | Sindaco | |
| 1998 | 2002 | Filippo Zebini | Lista civica | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Gianpietro Pizzo | Lista civica | Sindaco | |
| 2007 | 2012 | Antonio Laruccia | Lista civica ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 2012 | 2013 | Antonio Laruccia | Lista civica Casa comune ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 2013 | 2018 | Antonio Laruccia | Lista civica Casa comune ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 2018 | 2023 | Antonio Laruccia | Lista civica Casa comune ( centro-destra ) | Sindaco | |
| 2023 | in carica | Anna Gotti | Lista civica Progetto comune ( centro-destra ) | Sindaco | |

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mw2qmw2gmw2wBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mw3ademo.istat.it, mw3qISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mw4qmw4gmw4wClassificazione sismica (mw5amw5qXLS), su mw5grischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mw6gmw6wmw7aTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mw7qmw7gPDF), in mw7wciterefmw8aLeggemw8q mw8g26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mw8wAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mw9a 151. mw9qURL consultato il 25 aprile 2012 mw9g(archiviato dall'mw9wurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. mw-wLuoghi storici d'Italia, pubblicazione a cura della rivista mw-aStoria Illustrata, Arnoldo Mondadori, 1972, p. 1106.
cite-note-55. mwaqamwaqemwaqiTrecenta, su mwaqmArchivio Centrale dello Stato. mwaqqURL consultato il 28 marzo 2025.
cite-note-66. mwaqgmwaqkmwaqoChiesa Arcipretale di San Giorgio Martire, su mwaqsregione.veneto.it. mwaqwURL consultato il 17 ottobre 2017 mwaq0(archiviato dall'mwaq4url originale il 17 ottobre 2017).
cite-note-77. Antonello Nave, mwariVirgilio Milani e la scultura del Novecento nel Polesine, Rovigo, Minelliana, 2004, pp. 208-209, 212.
cite-note-88. mwarymwarcmwargTrecenta RO, Torre civica, su mwarkCultura Veneto. mwaroURL consultato il 28 febbraio 2025.
cite-note-99. Antonello Nave, mwar4Virgilio Milani e la scultura del Novecento nel Polesine, Rovigo, Minelliana, 2004, pp. 168-169
cite-note-1010. Antonello Nave, mwasiVirgilio Milani e la scultura del Novecento nel Polesine, Rovigo, Minelliana, 2004, p. 175, 179.
cite-note-1111. Antonello Nave, mwasyVirgilio Milani e la scultura del Novecento nel Polesine, Rovigo, Minelliana, 2004, pp. 167, 200.
cite-note-1212. Dati tratti da: mwasomwassmwaswmwas0mwas4Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwas8mwataPDF), su mwateebiblio.istat.it, mwatiISTAT. mwatmmwatqmwatumwatyPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwatcesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• mwatwAA.VV., Il Veneto paese per paese, Firenze, Bonechi, 2000, ISBN 88-476-0006-5.
• mwat4Cristino Sartorelli, Notizie Storiche su Trecenta, 1940.
• Vittorio Tomasin, mwauaTrecenta (1944-1945). Note sulla presenza e sull'attività partigiana, in “Studi Polesani”(1986), nn.21-23, pp.mwaue 179–200.
• Vittorio Tomasin, mwaumLo sciopero bracciantile del maggio 1948 e l'uccisione di Evelino Tosarello, in “Studi Polesani” (1987), nn.24-26, pp.mwauq 149–182.
• Dario Nicoli (a cura di), mwauyATLANTE POLESANO. Dizionario alfabetico dei 51 comuni della provincia di Rovigo,Il Resto del Carlino, 1993, p.mwauc 114.
• Michelangelo Caberletti, mwaukPepoli e Bentivoglio nella terra di Trecenta. Storia della possidenza fondiaria e degli edifici più insigni, Grafiche FM, Bergantino 2007, pp.mwauo 206.

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Trecenta

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.trecenta.ro.it.
• citerefsapere-itTrecènta, su sapere.it, De Agostini.
• mwaveProloco di Trecenta, con informazioni utili sul territorio comunale, su prolocotrecenta.it.